LA FENICE E L'ORDINE DELLE DONNE

Associazione “La maschera”

FIABA

Situazione iniziale: C’era una volta un uccello, la Fenice, un’aquila possente e straordinariamente forte, che volando volando,fluttuando nell’aria calda tra il deserto ed il mare, vide in lontananza un grande accampamento: doveva essere una tribù, un popolo a lei sconosciuto. Questa tribù viveva in un accampamento molto evoluto, avevano delle case molto belle con tanti comfort e tanti servizi, avevano costruito strade, per potersi spostare comodamente, parchi per poter far giocare i loro bambini, luoghi per i loro anziani. Vivevano una socialità molto fluida e funzionale al loro modo di vita ed erano organizzati molto bene, ognuno aveva il proprio ruolo. I bambini andavano a scuola, gli adulti andavano a lavorare per il loro benessere e per quello altrui, mentre gli anziani erano fonte di saggezza, dispensando consigli e suggerimenti per le generazioni future.
Complicazione: In questa tribù c’erano anche dei capo tribù (leader), che avevano il compito di organizzare e dirigere tutte le tribù dando loro le indicazioni di carattere generale mettendo a disposizione risorse e strumenti per la socialità generale. Di solito questi capo tribù (leader) erano persone di genere maschile e alcuni di loro, presi dalla forza del potere, piuttosto che dispensare saggezza, davano indicazioni sbagliate o poco sagge, creando dissapori e situazioni conflittuali. Tra le varie tribù questo comportava una vita meno gradevole e meno confortevole.
Sviluppo della vicenda: Fu allora, che la Fenice vide in lontananza il fuoco di un grande accampamento e capì che il tempo della grande prova era giunto. Doveva aver fiducia, doveva abbandonarsi sicura e tranquilla al suo destino. Il destino del tempo, senza tempo, dove il principio non aveva una fine, dove ogni cosa accadeva senza uno scopo, accadeva e basta! La Fenice si librò solenne e decisa nell’aria, ad ali ferme, robuste e tese, e salì salì salì sin oltre le nuvole, poi chiuse gli occhi e con gran coraggio, iniziò la sua poderosa discesa. Era la più grande tra tutte le aquile conosciute al mondo, la più bella, per il ricco e vivido piumaggio di mille colori. Quando fù sopra al fuoco del bivacco, sentì le fiamme sfiorarle le piume; e fedele a se stessa e al suo destino segnato, si lasciò cadere sulle fiamme.
Finale: Ma quando il fuoco si spense, dal mucchio delle ceneri si intravide un nido con delle uova, che si stavano schiudendo e stavano nascendo dei nuovi capo tribù (leader). Era l’ordine delle donne! Ed è proprio da questo nido che si sprigionò una piccola fiamma azzurra; così fluttuando nell’aria, si levò in alto aprendo e allargando le sue ali quasi all’infinito: era la Fenice che riprendeva vita! Nascendo dalle sue ceneri per vivere, nel cielo, per moltissimi anni ancora. Era quello il suo destino, morire tra le fiamme per poi rinascere dalle ceneri. 

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