Si…può…fare!

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Associazione Conlemani

“Si può fare” è la famosa frase pronunciata dall’attore Gene Wilder nei panni dello scienziato nel film Frankenstein Junior – capolavoro comico di Mel Brooks – quando decide di riportare in vita la “mostruosa” creatura.

Contestualizzandola nel periodo storico in cui è uscito il film, più di trent’anni fa, la frase risuona come l’esaltazione della scienza nell’attuare l’improbabile e assurdo esperimento di generare la vita, compito prioritario ed esclusivo della natura. Se questo compito, inoltre, è affidato all’elettricità generata dai fulmini e a qualche portentoso macchinario di laboratorio, non possiamo che sorridere di fronte alla “semplicità” del passato.

Alla disarmante utopia di ieri, si contrappongono oggi gli esperimenti genetici con la manipolazione del DNA attraverso i quali, oltre la delicata questione etica e morale, il rischio di generare mostri è latente. La frase “Si può fare”, allora, si carica d’inquietanti responsabilità e avvalla il sogno di onnipotenza che ancora persiste nell’uomo.

Di fronte a questo scenario, attraverso il carro allegorico si vuol celebrare il lato comico della questione e rendere omaggio al grande film, dal quale l’opera trae ispirazione, nel ricordo dell’attore Gene Wilder, recentemente scomparso. Perché almeno questo…si può fare.

Dimensioni e movimenti

Pupo principale (mostro): altezza 8 m – ruota la testa, muove il busto e alza le braccia.

Pupo secondario (scienziato): altezza 3 m – ruota la testa e muove le braccia.

Pupi laterali (donna e gobbo): altezza 2,5 m – ruotano su se stessi.

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