Angelo Loperfido

Maestri Cartapestai: Angelo Loperfido

Preciso, paziente, fantasioso.

Tre aggettivi che descrivono perfettamente Angelo Loperfido, maestro cartapestaio dalla decennale esperienza. Gli occhi rapiti di un bambino incantato da carta e argilla, sono oggi le meticolose mani di un artista impegnato 365 giorni all’anno nella realizzazione di pupi e carri allegorici.

“Ho iniziato come molti carristi, letteralmente affascinato dal mondo della cartapesta. Per anni ho affiancato i grandi maestri, quelli che hanno fatto la storia del Carnevale di Putignano, un inesauribile pozzo di arte e vita; la lunga gavetta ha posto le basi del mio lavoro: durante l’anno, oltre alla realizzazione del carro per il Carnevale di Putignano, mi dedico a scenografie ed opere in cartapesta dalle svariate dimensioni.”

Fantasia, una parola che ricorre spesso. Il seme da cui tutto nasce.

L’ispirazione può inconsciamente concretizzare un’idea covata per mesi ma, allo stesso modo, può essere il frutto di un momento, di un secondo. Nella stragrande maggioranza dei casi, la prima idea è sempre quella vincente: “Da sempre, alle caricature politiche preferisco carri fantastici. Certo è che, per esprimere in toto la fantasia, è più che necessaria una buona tecnica. Dalle fondamentali competenze artistiche per lo sviluppo del bozzetto a quelle manuali per la lavorazione di ferro e argilla: un gruppo è l’insieme del tutto. Personalmente, mi occupo principalmente della modellazione dell’argilla e della pittura finale; devo ammetere, però, di preferire la prima: la pittura, fase conclusiva e in prossimità delle sfilate, non si riesce mai a vivere con la dovuta calma… insomma, si cede sempre all’ansia di finire.”

Un lavoro che richiede quindi tanta pazienza, “senza la quale, davvero, è impossibile dar vita a queste enormi opere d’arte”.

Un lavoro che richiede sacrificio, “dietro un carro c’è sì passione e totale dedizione ma, soprattutto, tantissimo lavoro. L’affluenza di pubblico e gli applausi, sono la gratificazione più grande per tutti noi che lavoriamo dietro le quinte.”

Riconoscimento del pubblico ma, anche, della giuria: “salire sul podio è una gioia incredibile, una soddisfazione che va a motivare il singolo e a consolidare l’intero gruppo. Il nostro primo ‘oro’ è arrivato con un carro intitolato “La giostra della libertà”, l’ultimo nel 2012 con “Il vascello fantasma”, un carro da cui – fin dal principio – sapevamo che ne sarebbe uscito qualcosa di bello.”

Un lavoro che richiede di tener viva la fiamma della tradizione e alimentare quella dell’innovazione: “pensare, realizzare e portare in scena sempre delle piccole novità. Curare la parte artistica e l’espressività: è assolutamente fondamentale.”

Fedele a questa linea, il maestro Loperfido e il suo gruppo, porteranno sul corso mascherato il primo carro in bianco e nero della storia del Carnevale di Putignano: “Assoluto protagonista del nostro carro sarà Frankenstein, da tutti considerata la ‘creatura mostruosa’ per eccellenza. Fedeli alla pellicola di Mel Brooks riproporremo un Frankenstein in bianco e nero, assoluta novità per il nostro Carnevale. Certo, il Carnevale è sinonimo di colore, ma il bianco e nero è espressione e, quest’anno, abbiamo deciso di concentrarci sull’aspetto artistico del carro.”

I Maestri Cartapestai del Carnevale di Putignano - Angelo Loperfido

Carro allegorico 2017: Si… può… fare!

Associazione Conlemani

“Si può fare” è la famosa frase pronunciata dall’attore Gene Wilder nei panni dello scienziato nel film Frankenstein Junior – capolavoro comico di Mel Brooks – quando decide di riportare in vita la “mostruosa” creatura.

Contestualizzandola nel periodo storico in cui è uscito il film, più di trent’anni fa, la frase risuona come l’esaltazione della scienza nell’attuare l’improbabile e assurdo esperimento di generare la vita, compito prioritario ed esclusivo della natura. Se questo compito, inoltre, è affidato all’elettricità generata dai fulmini e a qualche portentoso macchinario di laboratorio, non possiamo che sorridere di fronte alla “semplicità” del passato.

Alla disarmante utopia di ieri, si contrappongono oggi gli esperimenti genetici con la manipolazione del DNA attraverso i quali, oltre la delicata questione etica e morale, il rischio di generare mostri è latente. La frase “Si può fare”, allora, si carica d’inquietanti responsabilità e avvalla il sogno di onnipotenza che ancora persiste nell’uomo.

Di fronte a questo scenario, attraverso il carro allegorico si vuol celebrare il lato comico della questione e rendere omaggio al grande film, dal quale l’opera trae ispirazione, nel ricordo dell’attore Gene Wilder, recentemente scomparso. Perché almeno questo…si può fare.

Dimensioni e Movimenti

Pupo principale (mostro): altezza 8 m – ruota la testa, muove il busto e alza le braccia.

Pupo secondario (scienziato): altezza 3 m – ruota la testa e muove le braccia.

Pupi laterali (donna e gobbo): altezza 2,5 m – ruotano su se stessi.